| I Keen non
sono per niente un gruppo alle prime armi,
lo dimostra il fatto da che da quando sono
attivi (2002) di soddisfazioni ne hanno
già conosciute parecchie, l’apertura
della recente data milanese dei Marilyn
Manson ne è testimonianza. Il loro
mix di industrial, rock e metal, è
tanto debitore ai Nine inch Nails e Manson
appunto, quanto ai primi Rammstein. Proprio
il paragone con la band tedesca diventa
a questo punto abbastanza ingombrante. A
parte le strutture ritmico-armoniche, comunque
tipiche del genere, è il cantato
che richiama pericolosamente più
di una volta la band tedesca. La scansione
metrica e soprattutto una dizione simil
teutonica, nonostante l’utilizzo della
lingua anglosassone, fanno si che se da
un lato prettamente strumentale il progetto
Keen gode di una certa originalità,
dall’altro si rischia di cadere nella
trappola del “già sentito”.
Ciò ovviamente non gioca molto a
loro favore, le caratteristiche per imporsi
e conquistare sempre più visibilità
ci sono tutte, ma gli scomodi paragoni potrebbero
tirare dei brutti scherzi a questa promettente
band. I cinque brani del promo godono di
un ottima produzione, cosa non facile da
ottenere in questo tipo di genere, le parti
elettroniche sono bene congeniate e si sposano
alla perfezione con le strutture più
elettriche dei brani, senza mai risultare
barocche o invadenti. Le canzoni poi sono
piene di refrain vincenti e fanno si che
le composizioni siano estremamente accattivanti.
Una personalizzazione delle
linee vocali quindi, gioverebbe ancor di
più al progetto, conferendo al tutto
ancor più personalità.
L’esperienza c’è,
la qualità anche, perché non
provarci?
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