| Anche se
sono senz'altro una band molto giovane (nati
nel 2003), questi ragazzi di Sulmona di
soddisfazioni se ne sono già levate
parecchie. La più clamorosa è
stata senz'altro l'opportunità di
aprire nientemeno che al reverendo Manson
nella sua ultima venuta in terra italica,
nel giugno 2005 ('Against All Gods Tour').
Ma questo è stato solo il culmine
di una gavetta che li ha visti impegnati
a stretto contatto con Rock Tv, ed infatti
proprio grazie all'aiuto dell'emittente
televisiva satellitare i nostri hanno partecipato
a ben due 'I.Tim Tour Festival', dove hanno
anche vinto in un paio di circostanze (Catania
nel 2003 e Reggio Calabria nel 2004). Insomma,
le premesse sembrano esserci sono tutte,
ed in effetti ascoltando quest'ultimo ep
della band abruzzese tutte queste impressioni
positive vengono ampiamente confermate.
Si nota fin da subito come
la proposta dei Keen sia parecchio influenzata,
oltre che da Marilyn Manson, anche da gruppi
come Rammstein, Kovenant o Deathstars. Quindi
stiamo parlando di un'industrial metal elettronico,
con il suo solito tira e molla tra un'andatura
martellante, in alcune circostante quasi
techno, pesantezze metalliche e refrain
molto catchy. Ok, questo 'Dying Life' non
rivoluzionerà il mercato, però
i Keen con questo tipo di musicalità
ci sanno fare davvero bene, e non soprendono
affatto quindi i successi che questi cinque
ragazzi abbruzzesi si sono meritati nel
corse della loro giovane carriera. Canzoni
come 'Swallow' o la stupenda 'Anthem Of
A Little Child', nonostante una costruzione
assolutamente elementare, sfoderano un paio
di melodie vincenti, che vengono costantemente
accompagnate ad una bella dose di buon gusto
e ad un'attenzione ai particolari da grandi
professionisti. In 'Dancing With Desire'
e 'Mechanical Rusting Doll' i Keen decidono
di complicare un po' le cose, con riff più
elaborati ed alcune melodie meno dirette,
anche se il risultato finale è più
che gradevole. Questo grazie anche a dei
suoni davvero stupefacenti per un'auto-produzione,
caratteristica questa, spesso sintomatica
delle reali capacità di un gruppo
emergente. Il resto del lavoro è
svolto da una band compatta e capace, sulla
quale troneggiano le vocals di Shirley (Gianni
Buccigrossi), bravo a variare nei diversi
stili di canto, anche se se ancora un po'
acerbo nelle fondamentali parti in pulito.
Ed è proprio questo l'unico neo,
per esempio, di una buonissima canzone come
la title-track, che inciampa in pochino
in un ritornello leggermente sgraziato.
Discorso a parte invece va fatto per la
conclusiva 'Sleeping Beauty', magnifica
ballata che grazie al lavoro davvero da
applausi del tastierista Kevin, riesce ad
evocare atmosfere soffuse e malinconiche,
e con una prova finalmente all'altezza di
Shirley, perfettemante a suo agio nei panni
del Ville Valo della situazione.
Ora non resta che aspettare un buon contratto
discografico ed il relativo esordio sulla
lunga distanza, con l'assoluta fiducia nei
mezzi che i Keen hanno a disposizione, per
un'altra giovane speranza del metal tricolore.
Buona fortuna!
Vote: 80 / 100
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