| Ad un anno
di distanza dal precedente Ep "Dying
Life" tornano i Keen con otto nuove
canzoni. Il risultato è sempre un
azzeccato e graffiante ibrido di EBM ed
industrial che, devo dire, colpisce anche
questa volta nel segno.
Debitori nel sound a Marylin Manson e ai
tedeschi Rammstein, i cinque giovanotti
nostrani non disdegnano loop e campionamenti
degni della più oscura e malsana
EBM: il risultato è un approcio maturo
e molto promettente ad una musica spesso
troppo snobbata e tacciata di commercialità.
Un sound dannatamente accattivante e conturbante:
oggi come ieri Shirley dimostra di avere
le carte in regola per essere un singer
di spessore; sugli scudi anche l'acume compositivo
di Kevin, che riesce con le sue "diavolerie
elettroniche" a catturare l'attenzione
dell'ascoltaore o a lanciarlo in folli balli
degni dei migliori act EBM mondiali.
Una produzione molto buona ed un booklet
professionale ed ispirato danno quel qualcosa
in più. Io avrei valorizzato meglio
qualche passaggio vocale, ma è una
mia pignoleria.
Tecnicamente validi e preparati, i Keen
dimostrano, EP dopo EP, di essere in costante
e decisa crescita: purtroppo sembra che
l'essere italiani li tenga ancora distanti
dall' agognata consacrazione. Purtroppo
la nostra scena, in alcuni generi, è
troppo esterofila e così rischiamo
di veder bruciare o sparire talenti come
i Keen.
Grande EP. Supportateli e credete in loro.
E smettete di lamentarvi che la scena italiana
non dà frutti: li avete davanti...
Voto: 80
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