| Terzo sigillo
per i sorprendenti (ma ormai non è
più una novità) KeeN, ancora
una volta nella mischia per diffondere nell'aere
i propri malsani deliri elettronici, veri
e propri incubi gothic-industrial dai tratti
drammaticamente visionari. Caratteri che
ormai rappresentano un vero e proprio marchio
di fabbrica per la formazione abruzzese,
e che in questo frangente appaiono ancor
più estremizzati rispetto al precedente
lavoro "Dying Life": il sound
del nuovo album si presenta con una veste
più cupa ed angosciante di quanto
realizzato in passato, un gelido grido di
rabbia e disperazione pervaso da un eco
poetica fortemente ispirata. Una parziale
svolta stilistica affrontata con coerenza
e personalità, e destinata ad accrescere
ulteriormente le quotazioni del gruppo di
Shirley e compagni, sempre meno legati a
modelli già sperimentati da altre
realtà e, parallelamente, lanciati
verso l'esplorazione di panorami musicali
originali ed innovativi. Inquietante e claustrofobico,
"Dramas In Formaldehyde" si compone
di otto magnifici episodi all'interno dei
quali risulta oggettivamente difficile selezionare
una o più canzoni qualitativamente
superiori alle altre, a dimostrazione dell'aquilibrio
raggiunto dal gruppo anche in fase compositiva:
quella che va dall'iniziale "Rejection"
all'onirica "Can Feel" è
una cavalcata di emozioni sempre più
intense, che si ergono dal lacerante contrasto
tra l'uomo e la macchina, passione e fredda
tecnologia.
voto: 9
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