ROCKHARD #5/2007
by Michele Martini
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Terzo sigillo per i sorprendenti (ma ormai non è più una novità) KeeN, ancora una volta nella mischia per diffondere nell'aere i propri malsani deliri elettronici, veri e propri incubi gothic-industrial dai tratti drammaticamente visionari. Caratteri che ormai rappresentano un vero e proprio marchio di fabbrica per la formazione abruzzese, e che in questo frangente appaiono ancor più estremizzati rispetto al precedente lavoro "Dying Life": il sound del nuovo album si presenta con una veste più cupa ed angosciante di quanto realizzato in passato, un gelido grido di rabbia e disperazione pervaso da un eco poetica fortemente ispirata. Una parziale svolta stilistica affrontata con coerenza e personalità, e destinata ad accrescere ulteriormente le quotazioni del gruppo di Shirley e compagni, sempre meno legati a modelli già sperimentati da altre realtà e, parallelamente, lanciati verso l'esplorazione di panorami musicali originali ed innovativi. Inquietante e claustrofobico, "Dramas In Formaldehyde" si compone di otto magnifici episodi all'interno dei quali risulta oggettivamente difficile selezionare una o più canzoni qualitativamente superiori alle altre, a dimostrazione dell'aquilibrio raggiunto dal gruppo anche in fase compositiva: quella che va dall'iniziale "Rejection" all'onirica "Can Feel" è una cavalcata di emozioni sempre più intense, che si ergono dal lacerante contrasto tra l'uomo e la macchina, passione e fredda tecnologia.

voto: 9

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