FLASH MAGAZINE
by Alessandro Viti
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Per chi ancora non vi conoscesse, raccontateci in breve la vostra storia

S: Ciao Alessandro, La nostra storia è un po’ come quella di tutte le altre band. L’idea di dar vita ai KeeN è partita da me e si è concretizzata con Critz ed aveva come base una sincera amicizia nei confronti di coloro che poi sono diventati i primi membri della band ed ha avuto uno sviluppo così veloce e intenso da farci bruciare in fretta quelle tappe che si raggiungono solitamente dopo anni di gavetta. Tutto è iniziato da “Nailing Keen” che abbiamo registrato per una puntata di Lucignolo ed è stata proprio questa canzone a indicarci la strada da seguire, ma soprattutto è da lì che è iniziata la nostra ascesa. Nel giro di 2 anni siamo arrivati a suonare due volte alla finale dei I.Tim Tour in piazza del Duomo a Milano, a partecipare a diverse trasmissioni di Rock Tv, a suonare al Rock Tv Tour, a ricevere solo top demo e a fare da spalla a Marilyn Manson all’ “Against All Gods European Tour”… basta tutto questo come curriculum?

Ritenete “Dramas In Formaldeyde” stilisticamente differente da “Dying Life”? In cosa?

C: Dramas in Formaldehyde è semplicemente il frutto di un lavoro più maturo rispetto a Dying Life, per certi versi anche più eterogeneo, non solo a livello musicale, anche relativamente al modo di comporre i pezzi. In Dramas è per noi evidente il risultato di un lavoro più assortito, si sente il contributo di tutti ed infatti in alcuni pezzi escono fuori i diversi stili con i quali ognuno di noi si è formato musicalmente. Anche se D.I.F. è per certi versi più “cattivo” di Dying Life credo che lo si possa comunque accostare al suo predecessore.

Trovo la title-track il pezzo più ambizioso che abbiate scritto. Mi sembra abbia un tono alto, drammatico che di solito non adottate. Siete d’accordo?

C: Credo che lo spirito con il quale sia stato scritto quel pezzo sia evidente al suo semplice ascolto. Non penso ci sia una linea da seguire nella composizione di una canzone, tutto dipende solo dalle nostre sensazioni, dalle nostre emozioni e a come saperle tradurre in musica!

La vostra carta vincente è la capacità non così comune di scrivere refrain azzeccati e memorizzabili (penso a “Step By Step”). Solitamente partite dai cori nello scrivere i pezzi?

K: Sicuramente abbiamo la capacità di attuare ciò che io definirei un "sincretismo" musicale, dal momento in cui ogni componente dei KeeN ha gusti differenti dall'altro, ma tutti abbiamo un obiettivo comune che è quello di creare un sound potente, melodico e moderno allo stesso tempo, cercando di mettere insieme i nostri background musicali, di fonderli e darli in pasto alla creatura chiamata KeeN. I brani nascono nella maniera più spontanea possibile: tutto parte con un pezzo che può essere un ritornello o un riff iniziale o semplicemente un idea cantata a voce, poi viene abbozzato lo scheletro della canzone che, dopo varie prove, viene rifinita e ultimata, dopodichè in fase di registrazione vengono scelti meglio i suoni e gli effetti. Et voilà il pezzo è pronto!

Un’altra vostra caratteristica è la ballabilità di molte canzoni. Puntate molto al coinvolgimento fisico dell’ascoltatore? Il vostro pubblico ideale è fatto di gente che poga o che balla?

I: Bella domanda! Qui non so dare una risposta precisa in quanto durante i nostri live il pubblico è diviso in due: sotto il palco vi è il pogo (a volte anche forse troppo estremo), mentre ai lati e in zone diciamo “meno pericolose” c’è gente che balla come fosse in una discoteca. E’ questa una delle mie più grandi soddisfazioni, e come se si unissero due fronti!

Il vostro uso dei synth rimanda decisamente all’electro-goth e all’EBM. Amate questi generi?

K: E' vero, anche se il panorama musicale a cui ci rifacciamo e di gran lunga più vasto, poiché c'è anche molto di atmosfere pop e techno-dance anni '80-90. Se io dovessi darti la ricetta dei KeeN, citerei tra gli ingredienti sicuramente Metallica-Rammstein-The Prodigy-Manson-Depeche Mode e un po' di Morricone che non guasta mai! Mescola tutto, aggiungi una voce personale e aggressiva come quella di Shirley e i KeeN sono pronti!

Scrivete spesso canzoni per film, è un caso o avete una predilezione per questo tipo di operazione?

I: Fortunatamente non è un caso. Penso che delle giuste immagini con sotto la nostra musica aggiungano una belle componente emotiva quindi speriamo di poter scrivere ancora altre colonne sonore in futuro. Attualmente stiamo lavorando sull’ost. di un film intitolato “The Script - l’ultima mossa” prodotto da Dreammakers Cinema.

Quanto è importante l’aspetto visivo per voi? In relazione all’artwork ed ai concerti

C: Per la band è un aspetto fondamentale avere cura dell’ immagine e quindi dell’aspetto visivo, ma sempre da accostare ad una buon prodotto musicale. Non vorrei essere presuntuoso, ma non credo che i KeeN avrebbero un artwork così curato nei minimi dettagli e nella loro immagine se non fossero sicuri del loro prodotto musicale. Credo che lo stesso discorso possa valere per i concerti. Ciò che noi vogliamo trasmettere in termini di presenza scenica in un live è l’emozione che i nostri pezzi ci procurano e che noi intendiamo regalare a chi ci segue.

Se posso muovervi un appunto i vostri testi non si distaccano molto dai clichè del vostro genere di riferimento. Credete che sia inevitabile tenere legati immaginario sonoro e lirico?

S: Dipende da album ad album. Non esiste il “testo predefinito” per un genere musicale. Dramas parla di ciò che mi fa stare male e che continuerà a procurarmi sempre delle splendide sensazioni negative che conserverò sotto formalina. Se posso farti un appunto ti consiglio di non fermarti alle apparenze, cerca di scavare nelle liriche perchè potresti avere nuove visioni. Tutti sono in grado di buttare giù quattro parole, ma siamo in pochi a dare vita a canzoni nelle canzoni. Ognuno ha le sue pippe mentali. Se hai voglia di bruciare il cervello, prova a scoprire cosa intendo esplorando il nostro ultimo album.

Se per Dying Life l’influenza preponderante erano i Rammstein, questo nuovo lavoro è più eterogeneo. Cosa ascoltate al momento e quali sono gli artisti davvero fondamentali per voi, quelli che vi hanno ispirato le scelte stilistiche?

C: Credo che ci sia stato un passaggio abbastanza chiaro già da Love with Bile a Dying Life nel cercare di rimuovere di dosso l’etichetta rammsteiniana che in qualche modo ci eravamo anche creati. Ora stiamo cercando di fare un lavoro molto più personale ed appunto eterogeneo anche se effettivamente i Rammstein erano il punto di accordo di 5 elementi che provenivano da altrettanti generi differenti.

Raccontateci tutto della vostra esperienza con Marilyn Manson e dei vostri attuali rapporti con lui

S: E’ difficile raccontare tutto in pochissime battute, ma essere chiamati a fargli da spalla sostituendo i Lacuna Coil non è cosa da tutti i giorni. Questa esperienza penso che diventerà una bellissima storia per i nostri nipoti e grazie ad essa ci siamo resi conto di quanto grande sia la macchina della musica e di quanto vogliamo sfondare per poterne farne parte. Noi abbiamo cercato di “rubare” più insegnamenti possibili per una nostra crescita personale e ricevere i complimenti da Manson stesso, da Tim Skold e soprattutto dal Manager è stata una grande soddisfazione (Manson aveva i nostri mp3 sull’iPod). Vuoi sapere i nostri rapporti con Manson? Chiedi a Klaus :P

Nel panorama metal italiano siete un po’ delle mosche bianche. Cosa pensate della scena e come vi ci trovate?

K: La scena italiana sta crescendo ma a mio parere non è ancora pronta per affrontare band che propongono il nostro genere. E' per questo che per ora dirigiamo i nostri interessi contrattuali per lo più all'estero (vedi Germania e USA). E' un peccato perchè penso che il pubblico italiano sia il migliore del mondo. Forse serve solo un po' più di tempo a che si sviluppi una mentalità più accogliente nei confronti del genere che noi proponiamo che vale tanto quanto gli altri.

Per venire alle dolenti note, il vostro caso è davvero sconcertante. Una serie di acclamatissime autoproduzioni e ancora nessun contratto. Com’è possibile? Avete rifiutato offerte non all’altezza oppure nessuno vi ha cercato con serietà?

S: I KeeN non rifiutano mai niente, ma purtroppo nessuno è venuto a bussare alla nostra porta, né una mail né un sms per mandarci almeno a cagare. Forse i nostri cd non sono arrivati a destinazione, o forse sono finiti direttamente nei magazzini degli A&R. Sinceramente più che sfornare buona musica e ricevere solo top demo non sappiamo cos’altro fare. Io mi domando se tutti ‘sti gruppi sotto contratto siano mai arrivati ai nostri livelli per quanto riguarda le recensioni. Non siamo dei presuntuosi, ma non trovate che tutto ciò sia assurdo? Qualcuno di voi sa come aiutarci? Contattateci e dateci una dritta per far arrivare il nostro cd direttamente nello stereo del signor Nuclear Blast, Century Media e label del genere …e come dice il nostro batterista Irham “Noi diventeremo famosi per non esserlo diventati”.

Può essere forse che la contaminazione tra metal ed elettronica non è più à-la page come qualche anno fa? Che vi troviate paradossalmente fuori dai trend che al momento guardano ad un passato ancora più remoto delle vostre influenze?

S: No, questo è un discorso che non sta né in cielo né in terra. Non penso che il nostro genere sia così saturo rispetto ad altri, anzi! La musica che proponiamo non viene composta cercando quello che va adesso nel metal o evitando necessariamente ciò che è superato, noi creiamo ciò che ci piace e che può competere agli stessi livelli delle altre band che suonano un metal diverso dal nostro. Stiamo solo aspettando che ci venga data la possibilità di dimostrarlo.

In che misura un gruppo tecnologicamente aggiornato come il vostro punta sul web per la diffusione della vostra musica? Puntate su Myspace?

S: Myspace è una grandissima risorsa grazie alla quale ci siamo fatti conoscere musicalmente a mezzo mondo. Sfortunatamente i vari trojan stanno rovinando tutto e non hanno risparmiato neanche noi. Quindi se doveste contattarci tramite il nostro space (myspace.com/keenzone) e non ricevete risposta, non vuol dire che ce la stiamo tirando, ma che ci sono dei problemi quindi provate a mandarci una mail ? Se poi volete ascoltare tutte le nostre canzoni provate a visitare il nostro store o pregate di beccare qualcuno su emule che ha i nostri album.

Vivete per così dire alla giornata o avete un qualche piano per la vostra carriera? Ad esempio, dove contate di essere tra un anno a partire da oggi

K: I KeeN sono sempre stati molto ambiziosi, e le nostre aspirazioni sono sempre quelle di non dover restare chiusi nella nostra defunta città o nazione, bensì di uscire e portare la nostra musica in più posti possibili. Ed in questi termini spero che tra un anno io sia in qualche studio famoso a registrare il nostro primo Lp e a preparare un tour. Il successo e il boom di vendite non sono da sempre il sogno di qualsiasi musicista

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